Geologia del vino Radda vs Trentino: roccia nel calice a Radda nel Bicchiere 2026

Clizia Zuin guida il seminario geologico a Radda nel Bicchiere con campioni di suolo e bottiglie sul tavolo dei relatori.

Geologia del vino Radda vs Trentino: roccia nel calice a Radda nel Bicchiere 2026

Sotto i nostri piedi si nasconde un segreto liquido.

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Diciamoci la verità: l’istinto iniziale, dietro le quinte di Radda nel Bicchiere, era quello di dire di no. “Parlerò di tutto tranne che di geologia”, ha confessato con un sorriso Clizia Zuin, Sommelier dell’Anno 2025 per il Gambero Rosso, richiamando la genesi del seminario di sabato 23 maggio 2026. Poi, la provocazione salvifica di un caro amico sommelier arrivata direttamente da Londra: “Sei matta? Se vai a Radda e non parli di geologia, di cosa vuoi parlare?”.
Ci sono voluti mesi di riflessione per rimettere ordine tra i sassi e comprendere una verità che spesso dimentichiamo: la geologia non è un espediente accademico per ammorbarvi. La geologia è la chiave di volta di ciò che stringiamo nel calice. Per rendere l’esperienza davvero immersiva, l’intera sessione nella Sala del Podestà è stata strutturata come un labirinto sensoriale, dove ogni calice numerato sul tavolo trovava la sua corrispondenza millimetrica nelle slide proiettate in sala. È qui che si svela il filo conduttore invisibile con cui Clizia Zuin unisce la rigidità della pietra all’emozione profonda del sorso.

i produttori trentini e raddesi a Radda nel Bicchiere 2026
La “Kardashian delle Scienze”: l’immediatezza della terra

Per alleggerire un tema apparentemente austero, Clizia Zuin ha lanciato una provocazione pop: “Geology is the Kardashian of the science” (La geologia è la Kardashian delle scienze). Dietro l’ironia si nasconde una grande verità: è una materia sfacciatamente visibile, immediata, le cui macro-evidenze sono sotto gli occhi di tutti. Non serve inventare nulla di nuovo; basta saper osservare ciò che è già lì per trasformarlo in uno strumento formidabile di interpretazione enologica.

tutti i vini protagonisti alla degustazione del Trentino di Radda nel Bicchiere

Il Trentino e la “Banca del Calcare”

Il viaggio comparativo del seminario è iniziato esplorando il Trentino, un territorio geologicamente complesso e affascinante. Come spiegato durante la masterclass, le montagne del Trentino, oggi tra le più alte d’Europa, 300 milioni di anni fa si trovavano sotto il mare. Il bacino trentino era caratterizzato da fondali lagunari poco profondi, lasciando in eredità un suolo ricco di rocce sedimentarie e calcari marini derivanti dallo sfaldamento della montagna dolomitica.

È la celebre “Banca del Calcare”: in Europa i viticoltori godono della presenza diffusa del calcare, elemento estremamente benefico per le radici della vite. Curiosamente, viene menzionato come parallelismo il Cile, dove i produttori trovano una fortuna analoga ma su matrici radicalmente diverse, come i graniti basaltici.

A livello climatico, le colline molto ripide del territorio portano grandi sbalzi termici. Soprattutto dall’invaiatura (che inizia verso fine luglio/primi di agosto) fino alla vendemmia, le temperature notturne sono molto basse. Questa lenta maturazione favorisce una sintesi progressiva e graduale delle bucce, traducendosi in un’incredibile eleganza di tannini, acidità, freschezza e un’innata longevità del Pinot Nero, senza necessariamente generare gradazioni zuccherine eccessive o sbilanciate.

Il puzzle di Radda in Chianti: le quattro anime del terreno

Il vero fulcro della terra lo tocchiamo a Radda, un mosaico geologico definito un vero e proprio “puzzle di suoli e altitudini”, dove i vecchi fondali marini sabbiosi si sono trasformati in qualcosa di straordinario:

Galestro: Argilla calcarea. Unisce la forza e la ritenzione idrica dell’argilla all’ambiente ideale del calcare.

Macigno: Arenaria pura. Sabbia compattata sotto il peso dei millenni e del mare sovrastante.

Alberese: Calcare marnoso. Pietra che tende a sgretolarsi facilmente, tipica delle fasi di ritiro delle acque.

Formazione di Sillano: Un caos marino primordiale, un mix rimescolato di tantissime tipologie di suoli.

Radda nel Bicchiere 2026 degustazione guidata

Il carattere del Sangiovese: il camaleonte della terra

La geologia permette anche di tracciare un parallelo con il re dei vitigini toscani: il Sangiovese è come quella persona che, in un modo o nell’altro, se la cava sempre. Ha una personalità magnetica, ma cambia pelle radicalmente a seconda di dove poggia le radici. Se a Radda si esprime con la verticalità affilata dei suoli chiantigiani, basta spostarsi sull’Appennino romagnolo, a Modigliana, per trovare un Sangiovese completamente di segno opposto, capace di generare veri e propri “adepti” tra i sommelier per la sua declinazione così distante, ma altrettanto profonda.

Perché la geologia è un fattore economico (L’Annata 2016)

Comprendere il suolo non è un vezzo da esteti, è una necessità economica. Sbagliare uno scavo o l’analisi di un terreno prima dell’impianto significa condannare la vigna alla sofferenza e il viticoltore a perdite da centinaia di migliaia di euro.

La terra non perdona, ma sa premiare, specialmente quando il clima si allinea perfettamente come nell’annata 2016, definita all’unanimità “splendida e ideale”. I dati di Assoenologi confermano che il 2016 ha mostrato straordinarie analogie climatiche tra il Centro e il Nord Italia. Nonostante qualche gelata primaverile che ha ridotto leggermente i volumi rispetto al 2015, la qualità nel bicchiere è stata talmente eccelsa da far dire a chiunque: “Vorrei un’annata così per almeno tre anni di seguito nella vita”.

Scopriamo insieme i vini del seminario Radda Vs Trentino e le loro caratteristiche.

i vini scelti da Clizia Zuin per il seminario

TRENTINO L’Eleganza Marina e Montana

cantine Monfort pinot nero 2017

Cantine Monfort – Pinot Nero Trentino DOC 2017
Colore vivo tipico del Pinot Nero in fase di evoluzione, contorno granato sull’unghia. Note intense di piccoli frutti rossi quasi sotto spirito, freschezza balsamica di menta essiccata. Il tempo ha assottigliato e ammorbidito il tannino. Il sorso non punta sulla forza, ma sulla piacevolezza, sulla distensione e su una texture setosa e avvolgente.

Maso-Cantaghel-Pinot Nero 2016

Maso Cantanghel – Pinot Nero Trentino DOC 2016
Un Pinot Nero d’altura di grande precisione stilistica, nato per esaltare l’identità del singolo vigneto attraverso la freschezza e l’eleganza montana.

Villarom pinot nero 2016

Vallarom – Pinot Nero Trentino DOC 2016
Un cru da singolo vigneto a 500 metri d’altitudine. Al naso è dominato da una complessità profonda e cupa di erbe officinali, rabarbaro, china e una nitida nota minerale di grafite e goudron (catrame). In bocca mostra un tannino tenace, verace ma elegante, con un grip eccezionale e un’acidità tesa che promette una tenuta monumentale nel tempo (fino a 10 anni).

Pinot nero 2016 Dalzocchio

Elisabetta Dalzocchio – Pinot Nero 2016
Al naso si apre come un caleidoscopio di piccoli frutti rossi freschi e bacche appena mature, note erbacee di erba sfalciata e foglie bagnate, e una scia profonda di humus e bosco estivo dopo la pioggia. Il sorso ha una succosità straordinaria, sorretta da un tannino d’impronta vegetale ben integrato e una freschezza balsamica di eucalipto.

RADDA IN CHIANTI: La Verticalità del Sangiovese

Chianti Classico 2016 Santa Caterina Castello di Albola

Castello di Albola – Chianti Classico DOCG 2016

Colore marcatamente scuro e cupo (fissato anticipando la malolattica subito dopo l’alcolica per proteggere il vino dai batteri). Naso profondo e terroso di macchia mediterranea, terra, mirto e ciliegia marasca matura (quasi amarena). Al palato mostra una concentrazione impressionante di frutto nero, sorretta da un perfetto equilibrio tra tannino fitto, acidità sferzante e freschezza d’altitudine.

Val delle Corti Chianti Classico 2016

Val delle Corti – Chianti Classico DOCG 2016

Un vino caratterizzato da un profilo solare, esuberante e di grandissima piacevolezza e finezza. Al naso spiccano i profumi floreali di rose rosse leggermente appassite e una bellissima nota agrumata di arancia sanguinella che si distende anche al palato, regalando un sorso succoso, dinamico e dall’eleganza intrinseca.

Chianti Classico Podere Capaccia 2016

Podere Capaccia – Chianti Classico DOCG 2016

Un Sangiovese verticale e camaleontico, dove la rigidità della pietra si traduce in un sorso affilato, teso, dotato di grandissima finezza ed eleganza reattiva.

Poggerino-Riserva-Chianti-Classico-Bugialla-2016

Poggerino – Chianti Classico Riserva “Vigna Bugialla” 2016

Un Sangiovese di straordinaria ampiezza ed estrazione polifenolica. Il lungo contatto con le bucce estrae un tannino profondo ma incredibilmente vellutato, supportato dalla tipica acidità vibrante dei suoli di Radda, con note terrose e di piccoli frutti neri concentrati.

Conclusioni: La lezione profonda di Radda nel Bicchiere

Che cosa ci portiamo a casa dopo questo viaggio sensoriale guidato da Clizia Zuin? Principalmente una consapevolezza: il terroir non è un concetto statico, ma una forza dinamica.

Il Trentino ha dimostrato come la precisione millimetrica del Pinot Nero riesca a farsi strada solo attraverso lo studio maniacale dei flussi di vento, delle altitudini montane e di quella “banca del calcare” sedimentaria che regala sorsi setosi ma dritti come lame. Radda in Chianti, dal canto suo, ha ribadito la supremazia della sua verticalità marnosa ed argillosa, dove il Sangiovese non cerca la morbidezza ruffiana, ma si nutre della durezza del suolo per farsi camaleonte e resistere al tempo.

La geologia, alla fine, ha vinto sul marketing. Perché se è vero che il vino si fa con le mani dell’uomo in cantina, lo spartito profondo viene scritto milioni di anni prima, nel silenzio e nella caparbietà della roccia.

Date Radda nel Bicchiere 2027

 

La geologia del vino Radda Vs Trentino è andata così, e chissà a chi toccherà nel 2027 per l’edizione del trentennale di Radda nel Bicchiere! Vi aspettiamo a Radda in Chianti il 22 & 23 maggio 2027.

 

 

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